I laboratori didattici

sono stati finalizzati al recupero di specie ittiche e cultivar agricole a rischio di estinzione , attraverso la condivisione di disciplinari di produzione/raccolta, e preservando tecniche di raccolta e promuovendo pratiche sostenibili. I prodotti dei presidi e delle comunità di agricoltori e pescatori delle aree protette protagoniste del progetto di recupero, sono stati raccolti, catalogati e descritti nel paniere delle varietà agricole e ittiche dei Parchi del Salento.

I laboratori fanno parte dell’azione 6 del progetto e sono stati destinati ad un percorso di educazione alimentare ed ambientale, in campo e in aula, coinvolgendo le scuole primarie I.C. F. Prudenzano, M. Greco e Don Bosco al fine di sensibilizzare le nuove generazioni al valore dei sapori della tradizione. Le prime attività in campo hanno mimato in piccola scala le fasi del processo di produzione del pomodorino, guidati dai referenti delle associazioni, individuate dal progetto (Profilo Greco e Apulia Activa asd) ed hanno:

A questo si è affiancato un vero e proprio laboratorio del “gusto” consistente nella preparazione di un piatto tipico delle tavole salentine : la Giatedda. Insalata i cui ingredienti principali sono rappresentati dai semi e dalla polpa del pomodorino. Un’insalata povera, ma che ai palati dei più piccini si è rivelata sin da subito gustosa. Una vera scoperta per loro, abituati ormai a cibi più elaborati nel gusto e nella presentazione. Inoltre il percorso di conoscenza non poteva che prevedere anche delle visite guidate in alcune aree delle Riserve Naturali come la Salina Monaci, così chiamata in riferimento all’antico giacimento un tempo di raccolta del sale appunto gestito da monaci benedettini di Aversa, alcune masserie locali e il Bosco Cuturi, lecceto storico esteso nell’entroterra del territorio manduriano, magnifico esempio di foresta oritana, che oltre al grande patrimonio botanico, svela le testimonianze storiche di un tempo che ha visto il territorio frequentato anche da Federico II di Svevia.

La visita guidata alla Salina dei Monaci ha fatto scoprire la fauna e la flora di un’incantevole parte del territorio manduriano come quest’area palustre che già nel 1500 era luogo di estrazione del sale, il prezioso oro bianco di fondamentale importanza per le comunità limitrofe. La visita ha svelato le attività di produzione di una delle numerose masserie ancora attive nella zona per far comprendere ai ragazzi le radici agricole del proprio territorio, dove il lavoro nei campi è motivo di sviluppo economico, così come ci auguriamo diventi la produzione del pomodorino di Manduria.

Dopo circa due mesi dalla semina, i germogli di pomodoro hanno raggiunto la maturazione e raggiunto le dimensioni di piccole piante completamente formate. Gli studenti si sono quindi cimentati in un laboratorio pratico e selezionato le piantine più rigogliose e forti procedendo con l’estirpazione manuale delle più minute, garantendo con questo gesto, lo spazio necessario tra una pianta e l’altra (circa 50 cm) per annaffiarle, potarle e raccoglierne i frutti la cui raccolta, al termine dell’anno scolastico, ha determinato l’atto conclusivo del progetto CAP Salento