Pesca tradizionale delle secche di Ugento

    L’area di pesca di Torre San Giovanni – Ugento comprende il tratto di mare prospiciente la zona costiera tra Torre Pali e Torre Mozza, fino a circa 3 miglia al largo. Qui i fondali sono molti bassi e caratterizzati da secche sparse nelle quali si può passare, in breve tempo, dai 5 metri ai 70 cm di profondità.

    Delle “secche di Ugento”, antistanti l’omonimo porto, ne parlava già Plutarco nella biografia di Pirro, narrando che, dopo una tempesta, l’imbarcazione del re degli Epiroti si incagliò nelle acque basse delle secche. La pesca in quest’area dello Ionio è praticata da pescatori artigianali che conoscono molto bene gli insidiosi fondali ugentini e che, da secoli, sono eredi di una lunga tradizione nell’arte della pesca, praticata storicamente con tecniche rispettose del mare e dei cicli biologici delle sue specie. Per la cattura di ciascuna specie si usa un particolare tipo di rete, le maglie sono di diversa dimensione in modo da garantire una grande selettività e, quindi, la sostenibilità della pesca. Si usano, inoltre, anche nasse, palamiti e lenze.

    Il pescato varia a seconda della stagione: sgombri, pesci serra, ricciole, palamite, barracuda, cefali, tombarelli e seppie in autunno e inverno, dentici, saraghi, orate e spigole in estate sino all’autunno, polpi e triglie in primavera.

    Il presìdio

    I nove pescatori del presìdio appartengono alla Società Cooperativa Pescatori Padre Pio, fondata nel 2002, armano sei imbarcazioni di circa 12 metri di lunghezza e hanno fatto della pesca sostenibile, attraverso l’utilizzo di reti da posta tradizionali come tramaglio ed imbrocco, palamiti e nasse, la loro bandiera.

    Il presìdio intende valorizzare la loro attività, preservando le tecniche di pesca tramandate nei secoli e le conoscenze tradizionalmente possedute dai pescatori riguardo alle caratteristiche dei fondali, ai comportamenti e alle abitudini delle specie marine e all’ambiente in generale. Il presìdio porta avanti, altresì, una campagna di sensibilizzazione in difesa di tutta la piccola pesca del Mediterraneo, promuovendo il diffondersi delle Aree Marine Protette e l’uso di reti con maglie più larghe rispetto ai limiti di legge.

    Area di produzione: si pesca tutto l’anno. A seconda del fermo biologico, il pescato varia di stagione in stagione.