La Riserva di Torre Guaceto si estende per 3.300 ettari, un’oasi di pace e bellezza composta da un’area marina ed una terrestre che si intersecano tra di loro e di incommensurabile valore naturalistico ed archeologico. La zona paludosa, nell’entroterra, è un luogo sicuro per le specie animali che popolano l’area e la attraversano durante le migrazioni. Torre Guaceto vanta, inoltre, anche una straordinaria biodiversità a livello floristico.

Le spiagge sono uniche nel loro genere, incontaminate e impervie (ma accessibili anche a chi è affetto da disabilità) la cui sabbia bianca e il mare cristallino, ricco di vita e biodiversità, incorniciano una florida Riserva Naturale. La ricchezza naturalistica di Torre Guaceto è dovuta ad una governance di tutela ambientale e di promozione delle colture biologiche. Una politica promossa dal Consorzio di Gestione già dal 2005, con un piano virtuoso per la pesca tale da regolamentare l’attività di pesca a una sola volta a settimana affidandola ai soli pescatori locali, con l’impiego di reti a maglie larghe. Torre Guaceto, inoltre, vanta un presìdio Slow Food, quello dell’antica cultivar del “pomodoro fiaschetto”, che ha permesso l’ottenimento del marchio “L’oro del Parco”, certificato riconosciuto ai produttori bio che operano all’interno dell’Area Protetta.

E’ significativa anche la considerazione del centro visite “Al Gawsit” (che vanta un alto livello di tecnologia applicata al turismo); del museo della Torre Aragonese (con la sua mostra di beni storico-artistici unici) e del Centro Recupero Tartarughe Marine “Luigi Cantoro”, struttura di ricovero fino al momento della restituzione della libertà.